Spettacolo Ubu Re

Grande festa ieri  pomeriggio in quel di San Vito al Mantico.

Alcuni momenti della giornata prima dello spettacolo!

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Locandina

Locandina Ubu re

Ubu Re

Siamo pronti!…. quasi pronti. Qualche sistematina qua e la…

Domenica 24 gennaio presso il Teatro di San Vito al Mantico – Bussolengo (Verona) , all’interno della rassegna “Divertiamoci a Teatro”, organizzata dalla Compagnia teatrale il Sentiero, replicheremo lo spettacolo UBU RE di Alfred Jarry.

Padre Ubu, grasso e dalla testa piriforme, è capitano dei dragoni del re di Polonia, carica di cui si accontenta pur essendo già stato re di Aragona. Ma l’ambizione della moglie Madre Ubu lo spinge a concepire un colpo di stato per rovesciare il re Venceslao, grazie all’appoggio di Capitan Bordure, riscosso durante un banchetto in cui i coniugi Ubu danno sfoggio della loro cafonaggine. Vedremo poi, dopo un accordo con i congiurati, cosa accadrà a questi personaggi dalle vesti irreali e dai comportamenti alquanto strani.

regia Evelina Pershorova

Padre Ubu: Nicola Chiesa; Madre Ubu: Elettra Pasqualoni; Capitano Bordure: Rossano Lunardi; Re Venceslao: Elisabetta Femminella; Regina Rosmunda: Cristina Patuzzo; Ladislao: Gianpietro Menini; Bugrelao: Francesca Fiorini, Luciano Xumerle, Macarena Gomez Lira; Armata Polacca: Elisabetta Femminella, Michele Zampini, Gianpietro Menini, Francesca Fiorini, LucianoXumerle, Macarena Gomez Lira, Cristina Patuzzo, tutto il pubblico; Palotino Giron: Elisabetta Femminella; Armata Russa: Rossano Lunardi, Macarena Gomez Lira, Cristina Patuzzo;  Messaggeri del re: LucianoXumerle, Giampietro Menini; Nobili: Elisabetta Femminella, Francesca Fiorini; Finanzieri: Macarena GomezLira, Cristina Patuzzo; Magistrati: Luciano Xumerle, Michele Zampini; Contadini: Luciano Xumerle, Macarena Gomez-Lira, Giampietro Menini, Cristina Patuzzo, Francesca Fiorini, Elisabetta Femminella, Michele Zampini.

Questi siamo noi!

Prove di mercoledì prossimo

Per non arrivare impreparati vi avviso che per le prove di mercoledì 30 settembre proveremo la scena prima, seconda, terza, quarta e quinta del secondo atto.

Mancheranno capitan Bordure e madre Ubu.

Ubu incatenato

L’avventurosa fuga degli Ubu verso la Francia (Ubu re) è riuscita, ma Ubu è rimasto così scosso dal suo recente passato che decide di smettere gli abiti dell’arroganza e porsi al servizio degli altri, guadagnandosi la vita con il lavoro delle proprie mani. Si adatta così al clima ideologico della nuova patria, dove vige il culto della libertà, che si traduce nella più totale assenza di regole. Abbigliatosi per trovare un’occupazione servile, finisce intruppato in un plotone, dove sorprende favorevolmente il caporale Pissedoux per il suo modo totalmente anarchico di maneggiare le armi. Una volta arruolato, Ubu comincia la sua ascesa sociale ripartendo dai crimini di base: uccide il caporale Pissombock e lo rapina, scappando poi, assieme a Madre Ubu, con la sua carrozza e la nipote del caporale, Eleuteria, cantiniera degli Uomini Liberi. Sulla carrozza, alla vista del cadavere dello zio, Eleuteria sviene e Ubu si prende cura, insieme a Madre Ubu, di tenere in ostaggio la giovane; costei, però, non viene assistita, quando suona ripetutamente il campanello per non restare sola con il cadavere, che inaspettatamente resuscita. La sera, al ricevimento a casa Pissembock, è Ubu ad annunciare gli ospiti, esibendosi in un valzer con Eleuteria, ma viene arrestato dall’irruzione di Pissedoux insieme agli uomini liberi. Madre Ubu corre dietro al marito, promettendogli sostegno e comforto anche nella cattiva sorte.

Una volta in aula per il processo a suo carico, Ubu prende in mano le redini del dibattimento, denunciando i propri misfatti, e propone come migliore soluzione che a lui e a sua moglie venga assicurata una confortevole vecchiaia. Il presidente tuttavia condanna lui alle galere a vita e Madre Ubu all’ergastolo. Ubu sarà così spedito da Solimano, preceduto dalla fama della sua grassezza.

L’ardente desiderio di schiavitù di Ubu si infrange contro l’omaggio che i turisti inglesi continuano a tributare a lui e a sua moglie, reputando la prigione un palazzo reale e lasciando loro delle mance. Quando esce di prigione, in attesa di partire per la corte di Solimano, viene salutato dagli altri orzati come un re.

Mentre Ubu è avviato all’imbarco per l’Oriente, scoppia la rivolta dei Padroni, che infrangono l’equilibrio imposto dagli Uomini Liberi, soddisfacendo la propria aspirazione alla schiavitù. Anche nella carovana dei prigionieri incatenati si diffonde l’atmosfera di ribellione, permettendo così a Ubu di liberarsi dalla palla al piede e delle catene. Le galere turche imbarcano così un numero assai superiore di prigionieri, tutti Uomini Liberi ed ex prigionieri che chiedono l’imposizione della vera schiavitù, mentre Ubu si aggira per lo scafo sfasciandone i componenti, per verificare se siano solidi. Dal suo comportamento il Solimano riconosce il fratellino rapitogli molti anni prima dai pirati francesi e costretto a lavorare nelle colonie penali. Esige pertanto che venga trattato con ogni riguardo, ma che gli venga impedito approdare a corte, perchè altrimenti, qualora prendesse coscienza delle sue origini, si impossesserebbe del potere nel giro di poco tempo. I coniugi Ubu vengono pertanto incatenati su un’altra galera, per destinazione ignota: unica certezza di Ubu è di poter continuare nella sua schiavitù e, daccapo incatenato, continuare ad essere ascoltato dagli altri.

storia del teatro moderno e contemporaneo (Einaudi)

La Patafisica

«La patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità.»

(Alfred Jarry, Gestes & Opinions du Docteur Faustroll pataphysicien. Roman néo-scientifique, libro II Elementi di Patafisica, par. VIII: Definizione.)

Appunti

Il termine patafisica fu introdotto da Jarry per parodiare il proprio insegnante di fisica del liceo che, a suo dire, compendiava in se stesso «tutto quanto di grottesco c’è nell’universo». Ma il termine e l’atteggiamento intellettuale che con lui si è delineato ha avuto, soprattutto in Francia ulteriori e approfonditi sviluppi.
Jarry specifica inoltre la differenza sostanziale nella grafia della filosofia proposta ‘patafisica che dividerebbe con l’apostrofo davanti il termine, una patafisica cosciente da quella incosciente. Secondo il drammaturgo, l’inventore e primo docente della filosofia sarebbe il Dottor Faustroll, un personaggio di sua invenzione, che avrebbe calcolato la superficie di Dio (che corrisponderebbe al punto tangente di zero e dell’infinito).

La patafisica, contrariamente alle altre scienze, non si occupa delle regole, ma piuttosto delle eccezioni: Jarry infatti, nel tentativo di criticare il nonsense del quotidiano, specifica di come sia sciocco decifrare in modo univoco un fenomeno quando ne esistono altre interpretazioni. Ad esempio, un orologio da polso viene solitamente ritratto come di forma tonda quando, visto lateralmente, esso non è tondo ma rettangolare e schiacciato: tramite tali esempi, Jarry conduce i principi della patafisica oltre la metafisica. La patafisica, partendo dalla fisica e passando dalla metafisica è l’ultimo anello che chiude e collega tutte le filosofie possibili. Enrico Baj descrive accuratamente la patafisica nel suo testo “Che cos’è la patafisica?”, quale scienza che si occupa in riferimento agli oggetti della loro virtualità.
Il termine patafisica compare per la prima volta nell’opera teatrale di Jarry “Ubu cornuto”, il cui protagonista è appunto Ubu re, personaggio meschino, crudele e repellente, ma viene rivelata pienamente nell’opera “Gesta e Opinioni del Dottor Faustroll, ‘Patafisico”.

Assiomi della patafisica

Breve esposizione degli assiomi fondamentali della patafisica:

* La patafisica non è una negazione che aspira a divenire una nuova affermazione.
* Non pretende di salvare il prossimo riformandolo.
* È didattica, ma non pedagogica.
* Ha un metodo ma non ha un fine.
* È monolitica e libertaria, ritualistica e scanzonata, profetica e anti-messianica.
* Pone sullo stesso piano di equivalenza l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo.
* Non crede nel valore assoluto delle contrapposizioni convenzionali: bello e brutto, spirito e materia, bene e male, vita e morte, bianco e nero ecc.; eppure le comprende tutte.
* Non persegue alcuna costruzione chiusa, con pretese totalitarie e definitive, bensì un continuo accrescimento, ed una continua riclassificazione, su basi logiche, dei dati forniti incessantemente dall’esperienza.
* Non contiene: alcun dogma o limitazione, intolleranza o fine ultimo o riduzionismo, né alcuna formula pretenziosamente definitiva, sintetica e globale.
* Se anche una verità unica, una verità superiore, una verità chiave esistessero, e se anche esse fossero riconducibili ad un dio, esse non potrebbero restare che indeterminate, suprema e irraggiungibile meta verso la quale si muoverebbe incessantemente – appunto, patafisicamente – una pluralità, continuamente accresciuta, risistemata e risistemabile di simboli dal significato frammentario, provvisorio, e solo parzialmente accessibile.
* Poiché non esistono differenze categoriche essenziali e definitive le categorie sono delle classificazioni artificiose che generano delle differenze convenzionali, artificiali, e niente affatto essenziali.
* Quesito della patafisica: anche se il principio di indeterminazione non fosse valido per la storia e per i fatti, esso sarebbe pur sempre valido per il modo di conoscerli e di interpretarli?

I simboli della patafisica

Nella maggior parte dei casi, l’influenza patafisica (di un evento, una rappresentazione artistica o di un’associazione tra persone) è resa manifesta attraverso riferimenti iconografici precisi. Tra i più comuni vi sono senza dubbio:

* La Giduglia (vorticosa spirale che rappresenta la pancia di Padre Ubu, detta anche Cornoventre)
* La Candela Verde
* L’Asse (il vascello utilizzato dal Dottor Faustroll)
* Padre Ubu, nelle svariate rappresentazioni grafiche dello stesso Jarry

Esiste anche un Calendario Patafisico, detto Perpetuo, che non subisce variazioni bisestili e nel quale il capodanno corrisponde all’8 settembre dell’era volgare (data di nascita di Jarry). Consta di tredici mesi chiamati così nell’ordine: Absolu, Haha, As, Sable, Decervelage, Gueules, Pédale, Clinamen, Palotin, Merdre, Gidouille, Tatane, Phalle.

Il Calendario perpetuo Patafisico , compilato presso il Collegio Patafisco Francese (Calendrier Pataphysique Perpétuel) scandisce il tempo di tutti gli istituti, i circoli e gli ordini patafisici del mondo.

Ubuland

Oggi mi sono imbattuto in questo interessante sito : Ubuland.

Tratto dal loro sito:

UBULAND nasce da due esigenze fondamentali: quella di fornire un sistema informativo relativo agli artisti italiani che praticano la patafisica, e quella di sondare la presenza patafisica in Rete e le possibilità di una Rete pensata patafisiciter: collegando fra di loro i numerosi siti dedicati all’argomento, ma anche cooptando lavori di net artisti che la praticano più o meno consciamente (la patafisica, si sa, è molto spesso inconscia), e stimolando, infine, una pratica creativa consapevolmente patafisica in rete.
ViVa PaDrE UbU!!! (d.q)

Jarry Alfred (Laval 1873 – Parigi 1907)

scrittore e autore drammatico francese

Alfred Jarry in bicicletta

Alfred Jarry in bicicletta

Romanziere, saggista, è noto soprattutto come il creatore della maschera grottesca del `padre Ubu’ nell’ Ubu re ; alla sua visionarietà sovvertitrice e incandescente si ispirò Antonin Artaud, che nel 1926 fondò il Teatro Alfred Jarry. Della propria vita di letterato, consumatore di assenzio, appassionato di sport e fondamentale misogino creò un mito, disegnandosi a caratteri semplificati e caricaturali. Di famiglia cattolica, formatosi tra le suggestioni di Bergson e quelle del simbolismo di Mallarmé e Rimbaud, J. condivide con gli amici del gruppo `Mercure de France’ l’estetismo decadentista e lo stile aulico simbolista, ma se ne distingue per un vivo spirito comico che coglie la realtà attraverso una cifra caricaturale estrema, mista di humour irridente e paradossale e di logica bruciante e cavillosa. La visionarietà di J. si nutre da un lato di un bagaglio sacrilego e blasfemo di simboli magico-poetici, in parte provenienti dalla tradizione cattolica, in parte sviluppati attraverso una vasta erudizione decadentista, di cui è debitore all’amico Remy de Gourmont; dall’altra di un rigore astratto, quasi cubista, che seziona la realtà in composizioni rigide di gesti e parole astratte, che rivelano tutta la loro artificiosa assurdità. Costruita come una marionetta mostruosa è la figura dell’Ubu re, che J. introdusse già nel suo primo dramma, Cesare Anticristo (César-Antéchrist, 1895), e sviluppò nel suo capolavoro Ubu re (Ubu roi, 1896), per poi riprenderlo e moltiplicarlo nelle successive scritture a lui dedicate: Ubu Cocu , Ubu incatenato (Ubu enchaîné), Ubu sulla collina (Ubu sur la butte), Almanacco del padre Ubu (Almanach du père Ubu). Ubu è un personaggio abnorme, che rivela in una dimensione grottesca e surreale la sconcertante nudità del meccanismo dittatoriale e totalitario, in cui la dimensione eroica e persino quella oscura del principe machiavellico scompaiono, per svelare tutta la vacuità infantile e feroce della violenza dei rapporti di potere.

Alfred Jarry

Alfred Jarry

L’angosciosa solitudine, la feroce materialità, l’imponderabile assurdità della vita umana trovano risposta in J. in una visione insieme anarchica e solipsistica, di cui la ? patafisica o «scienza delle soluzioni immaginarie» costituisce l’elaborazione teorica. Esposta dapprima nell’articolo Être et vivre (1894), poi in Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico (Gestes et opinions du docteur Faustroll, pataphysicien), attraverso una scrittura plastica, carnale, concreta, la `visione divergente’ della patafisica rivela la dualità assurda del mondo, in cui i contrari convivono in un caleidoscopio di azioni rituali, svuotate di ogni riferimento a un Senso ulteriore. Intessuti di riferimenti autobiografici, composti in una tessitura linguistica che intreccia gergo, latinismi, specialismi, illuminati da accensioni metaforiche e surreali, incisi nel profilo netto del disegno satirico, i numerosi altri scritti di Jarry – da I minuti di sabbia. Memoriale (Les minutes de sable. Mémorial, 1894) ai romanzi L’amore assoluto (L’amour absolu, 1899), Messalina (Messaline, 1901) e Il supermaschio (Le surmâle, 1902), agli scritti giornalistici Speculations e Gestes – rivelano una fondamentale teatralità di visione, nutrita di fisicità, simbolo e gusto divertito della dissezione e del montaggio.

Morì alcoolizzato a Paris nel 1907.

Riassunto

Bella serata venerdì 17.

Silvia, seduta sulla sua sedia a dondolo, come confà ad un donna al 7/8 mese di gravidanza, ci ha accolti con la sua solita simpatia, ma sopratutto con un gustoso aperitivo a base di vino, stuzzichini e tartine… (buone quelle piccanti).

Dopo tre quarti d’ora… oramai senza appetito… ci siamo diretti in pizzeria dove ci attendeva il resto del gruppo.

Tra chiacchiere serie e semiserie… erano in maggioranza quelle semiserie, sotto l’insistenza di un personaggio molto strano che avevo alla mia destra (a dire il vero anche quello alla mia sinistra non era da meno) abbiamo quasi deciso di incontrarci nella seconda metà di novembre per iniziare a “buttar giù” qualcosa.

Per la location (el posto) dove incontrarci chiederemo in Comune per avere una stanza al centro sociale.

Era presente assieme a noi Evelina Pershorova, colei la quale ci ha sopportati per alcuni anni ai corsi di teatro. Colei la quale ci ha diretti per lo spettacolo UBU RE !

Di Ubu Re a Caselle d’Erbe ne parlano ancora… vorrebbero una replica… riusciremo a proporlo di nuovo?

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