C’erano, prima che tutte le cose….

C’erano prima che tutte le cose fossero sulla terra e nel cielo, due creature molto potenti.

C’era il Guela di Sopra!

E c’era il Guela di Sotto!

Un giorno il vento non soffiava.

E il Guela di Sotto si stava annoiando. Si mise a sbadigliare. Dell’argilla usci dalla sua bocca…

Teatro allo specchio

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Arriva il sesto e penultimo appuntamento con la rassegna teatrale di Sommacampagna TEATRO ALLO SPECCHIO 08/09, alla Sala Polivalente di Caselle di Sommacampagna, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Sommacampagna, in collaborazione con la Provincia di Verona, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ersiliadanza di Laura Corradi, e da quest’anno organizzata dal Circuito Teatrale Regionale Arteven – Regione Veneto. E per l’occasione lo spettacolo di domenica 22 Febbraio 2009 alle ore 21.00 apre il sipario con i simpaticissimi ZUZZURRO e GASPARE, che sotto la regia di Massimo Chiesa, ci presentano “SCHERZI”, 4 testi brillanti del famoso autore russo Anton Cechov. La maggior parte di noi li ricorda mattatori della televisione anni ‘80, ma da anni il famoso duo comico Zuzzurro e Gaspare fa teatro brillante. Questa volta propone di Cechov gli “Scherzi”, quattro atti unici dello scrittore russo pieni di tagliente ironia e sguardo critico al decadimento dei valori morali e intellettuali della società russa di fine Ottocento. Cechov delinea dei personaggi al limite della disperazione, sempre in conflitto con gli altri e oppressi dai doveri. E i protagonisti si lasciano andare in monologhi grotteschi e malinconici come ne “I danni del tabacco” dove un uomo, chiamato dalla moglie a esporre un trattato scientifico sui problemi derivati dal fumo, si abbandona invece a confessioni private con la sua platea e in “Tragico controvoglia”, ironica riflessione sull’amicizia, nel quale un signore in villeggiatura, oberato da mille commissioni di conoscenti e parenti, si confida a un amico. L’amore che nasce dal conflitto è protagonista degli altri due atti: “L’orso” racconta di una vedova decisa a rimanere in lutto per tutta la vita e di un vecchio proprietario terriero, stanco e disincantato, che va da lei per farsi ridare un prestito. Ma la discussione d’affari sfocerà presto sul confronto tra le due visioni opposte del sentimento: una romantica fino all’annullamento, l’altra fortemente cinica e razionale. In “La domanda di matrimonio” il protagonista, Vasilevic, chiede in sposa la figlia di un suo amico ma si ritroverà a litigare con loro di possedimenti terrieri e di cani. Andrea Brambilla (ZUZZURRO) e Nino Formicola (GASPARE) si svestono qui i panni del famoso commissario e del suo aiutante per indossare quelli dei protagonisti maschili. In scena, oltre alla brava Eleonora D’Urso, il pianista Giovanni Vitaletti che sottolineerà con la sua musica dal vivo i momenti salienti dello spettacolo. Una serata all’insegna del divertimento per tutta la famiglia, impreziosita continuamente da gag e gestualità proprie del duo.

INGRESSO UNICO € 10,00. Il botteghino apre alle ore 20.00, mentre lo spettacolo inizierà alle ore 21.00. Per INFORMAZIONI e PREVENDITE BIGLIETTI contattare l’UFFICIO CULTURA del Comune di Sommacampagna al numero telefonico 045/8971357, oppure consultare il sito web www.comune.sommacampagna.vr.it oppure il www.ambientecultura.com, o ancora per richieste inviare una e-mail all’indirizzo ombretta.deboni@comune.sommacampagna.vr.it

Teatro allo specchio

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All’interno della rassegna teatrale “Teatro allo specchio”, presso la sala polivalente di Caselle d’Erbe, venerdì 13 febbraio, Mario Scaccia presenta:  IL SIGNORE VA A CACCIA, di George Feydeau, con Debora Caprioglio, Rosario Coppolino e Edoardo Sala. 

Mario Scaccia, anche regista, ha adattato il testo di Feydeau con, come dice lo stesso Scaccia “Un rispetto assoluto e puntiglioso dei tempi dati dall’autore sebbene costretti a ridarli in una traduzione che – per quanto fedelissima – comporta altri suoni”

Una delle migliori “pochade” di Feydeau, del 1892, dove i temi preferiti dall’autore sono la gelosia e il tradimento: un marito molto bugiardo, con la scus dellla caccia, si dà all’adulterio. Scoperto dalla moglie è costretto ad accettare dei compromessi. Equivoci, colpi di scena, battute fulminanti, giochi di parola e scambio di persona, avvengono con grande comicità in un appartamento per incontri amorosi.

per info http://www.ambientecultura.com/teatrospecchio/2008-09/index.html

Nuova lettura

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Marivaux

Mi è arrivato il libro di Marivaux contenente le due commedie “Il gioco dell’amore e del caso” e “Le false confidenze”.

Trascrivo dall’ultima pagina:

Attraverso uno stile gradevole e raffinato, il teatro di Marivaux si sofferma a descrivere le mille sottigliezze dell’amore: alla sua nascita o nelle sue ambigue metamorfosi, o nell’attrito con le convenzioni sociali, culturali e mondane.

Marivaux porta in piena luce le contraddizioni dei personaggi divisi tra l’essere e l’apparire, la verità e l’inganno e svela le pieghe nascoste del gioco della passione, mostrando l’essenza di una natura umana vacillante, incerta, piena di perplessità e interrogativi.

Il libro l’ho comprato in libreria a Caselle d’Erbe questo l’indirizzo internet http://www.elephantsbooks.it

Vi farò sapere come sono le commedie.

Fools, la trama

Fools, favola comica di Neil Simons

Fools è una delle piéce di Neil Simon meno conosciute e rappresentate nel mondo.
Più noto per La Strana Coppia o A Piedi Nudi nel Parco (da entrambe le commedie sono stati tratti, difatti, film di successo); questa piéce del 1981 rappresentava una divertente pausa, un’oasi felice – distante temporalmente e per latititudine dalla realtà quotidiana – da altri lavori “più complicati e pesanti”.
Simon la definiva una “favola comica” che possedeva al suo interno appena un “baluginìo di stupidità” e che ti faceva pensare che da un momento all’altro i personaggi avrebbero cominciato a cantare e danzare, come in un qualsiasi musical di Broadway.
Fools riprende un racconto popolare russo su un villaggio di idioti che Neil Simon riattualizza e rende senza tempo, con arguzia.

La storia si svolge nel villaggio ucraino di Kulyenchikov, vittima di una terribile maledizione da ormai duecento anni. Finchè uno Yousekevich non sposerà una Zubritsky, tutti gli abitanti del villaggio vivranno nell’ignoranza .

Un giovane insegnante, assoldato tramite annuncio sul giornale, giunto sul poso si rende conto che la situazione è disperata e non ci penserebbe due volte a risalire sul treno se…se non fosse per la ragazza cui deve fare da precettore, tanto bella e dolce da spingerlo a sfidare la maledizione e giocarsi il tutto per tutto pur di liberare lei e il villaggio dalla condizione che li opprime, ma qualcosa va storto e allora succede che….

  A voler rimanere sulla superficie, difatti, Fools potrebbe apparire esile, per lo più una sorta di commediola romantica. Però alla fine ci si può chedere: chi è stupido è infelice? Se si è privati di profondità di pensiero si può godere dell’amore?

Ubu incatenato

L’avventurosa fuga degli Ubu verso la Francia (Ubu re) è riuscita, ma Ubu è rimasto così scosso dal suo recente passato che decide di smettere gli abiti dell’arroganza e porsi al servizio degli altri, guadagnandosi la vita con il lavoro delle proprie mani. Si adatta così al clima ideologico della nuova patria, dove vige il culto della libertà, che si traduce nella più totale assenza di regole. Abbigliatosi per trovare un’occupazione servile, finisce intruppato in un plotone, dove sorprende favorevolmente il caporale Pissedoux per il suo modo totalmente anarchico di maneggiare le armi. Una volta arruolato, Ubu comincia la sua ascesa sociale ripartendo dai crimini di base: uccide il caporale Pissombock e lo rapina, scappando poi, assieme a Madre Ubu, con la sua carrozza e la nipote del caporale, Eleuteria, cantiniera degli Uomini Liberi. Sulla carrozza, alla vista del cadavere dello zio, Eleuteria sviene e Ubu si prende cura, insieme a Madre Ubu, di tenere in ostaggio la giovane; costei, però, non viene assistita, quando suona ripetutamente il campanello per non restare sola con il cadavere, che inaspettatamente resuscita. La sera, al ricevimento a casa Pissembock, è Ubu ad annunciare gli ospiti, esibendosi in un valzer con Eleuteria, ma viene arrestato dall’irruzione di Pissedoux insieme agli uomini liberi. Madre Ubu corre dietro al marito, promettendogli sostegno e comforto anche nella cattiva sorte.

Una volta in aula per il processo a suo carico, Ubu prende in mano le redini del dibattimento, denunciando i propri misfatti, e propone come migliore soluzione che a lui e a sua moglie venga assicurata una confortevole vecchiaia. Il presidente tuttavia condanna lui alle galere a vita e Madre Ubu all’ergastolo. Ubu sarà così spedito da Solimano, preceduto dalla fama della sua grassezza.

L’ardente desiderio di schiavitù di Ubu si infrange contro l’omaggio che i turisti inglesi continuano a tributare a lui e a sua moglie, reputando la prigione un palazzo reale e lasciando loro delle mance. Quando esce di prigione, in attesa di partire per la corte di Solimano, viene salutato dagli altri orzati come un re.

Mentre Ubu è avviato all’imbarco per l’Oriente, scoppia la rivolta dei Padroni, che infrangono l’equilibrio imposto dagli Uomini Liberi, soddisfacendo la propria aspirazione alla schiavitù. Anche nella carovana dei prigionieri incatenati si diffonde l’atmosfera di ribellione, permettendo così a Ubu di liberarsi dalla palla al piede e delle catene. Le galere turche imbarcano così un numero assai superiore di prigionieri, tutti Uomini Liberi ed ex prigionieri che chiedono l’imposizione della vera schiavitù, mentre Ubu si aggira per lo scafo sfasciandone i componenti, per verificare se siano solidi. Dal suo comportamento il Solimano riconosce il fratellino rapitogli molti anni prima dai pirati francesi e costretto a lavorare nelle colonie penali. Esige pertanto che venga trattato con ogni riguardo, ma che gli venga impedito approdare a corte, perchè altrimenti, qualora prendesse coscienza delle sue origini, si impossesserebbe del potere nel giro di poco tempo. I coniugi Ubu vengono pertanto incatenati su un’altra galera, per destinazione ignota: unica certezza di Ubu è di poter continuare nella sua schiavitù e, daccapo incatenato, continuare ad essere ascoltato dagli altri.

storia del teatro moderno e contemporaneo (Einaudi)